
Vento d'inchiostro
Volti, fumo, nebbia
Non ho un Oriente da mostrare come si mostra un luogo. Ho i segni che me lo hanno fatto desiderare: un ventaglio che si apre davanti al corpo, il fumo che sale da un braciere e si perde, la nebbia che cancella il paesaggio e lascia un solo albero. Li ho cercati nel mio archivio, uno per uno, senza sapere che si sarebbero trovati.
Il ventaglio dipinto, il kimono, le mani unite: qualcuno si è preparato per essere guardato, e io resto alla distanza giusta. Poi gli oggetti: la carta colorata degli ombrelli, il metallo inciso, le spighe secche che pendono nel nero. Infine il paesaggio che si svuota, i rami di brina, la luna tra gli uccelli.
Il filo che tiene insieme queste fotografie è il vuoto: quello che resta quando la figura si ritira. Non è un'assenza, è uno spazio che si fa largo e mi costringe a stare fermo. Il nero dei fondi, il bianco della nebbia, la luce che si posa su una seta o su una foglia secca: tutto chiede la stessa cosa, un po' di silenzio.
In fondo alla mostra c'è un airone, fermo sopra un cespuglio, il collo lungo, il grigio intorno. È lì che mi fermo anch'io. Non in un luogo, ma in un respiro.
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Volti di scena
Qualcuno ha costruito la propria presenza come si costruisce una casa: il trucco, l'acconciatura, il ricamo, il ventaglio. Io guardo e sento il peso di quella cura. Il fondo nero li isola, e più nulla esiste intorno. Restano un sorriso appena accennato, due mani unite sul petto, un profilo che si volta verso la pioggia. Sono volti che si sono preparati per essere visti, e io resto alla distanza che hanno scelto. L'ultimo sguardo esce dalla stanza, verso l'acqua che cade: è il mio modo di uscire con lui.
Presenza fiorita
L’acconciatura è piena di fiori e pendenti e il kimono ricamato trattiene la luce, e io sento la cura di ogni dettaglio come una cosa che pesa. Lo sguardo è calmo. Mi sembra di stare davanti a qualcuno che ha costruito la propria presenza come si costruisce una casa. Claudio Viarengo, Presenza fiorita
Ventaglio e cappello
Il ventaglio si apre davanti al corpo e il cappello è altissimo, e io sento il gesto come una piccola cerimonia. Il fondo nero isola il volto e il sorriso appena accennato. Mi sembra di essere accolto a una distanza che nessuno dei due vuole colmare. Claudio Viarengo, Ventaglio e cappello
Mani sul petto
Tiene le mani unite sul petto e sorride, e io sento il gesto come un saluto che mi è dovuto. L’abito ricamato e i gioielli sono una dichiarazione. Mi sembra che in questa compostezza ci sia più calore che in un abbraccio. Claudio Viarengo, Mani sul petto
Giallo e pioggia
Sta di profilo e guarda la pioggia, con il giallo sulle spalle che accende tutto, e io sento l’umidità e l’odore del legno bagnato. Fuori la luce si dissolve. Mi sembra che questa sosta sia il modo giusto di stare dentro una giornata che non si può controllare. Claudio Viarengo, Giallo e pioggia
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