Architetti e interior designer 05 / 16
Fotografia e spazio abitato.
Un’opera modifica il ritmo di una parete e il modo in cui si attraversa una stanza. Per architetti e interior designer, le fotografie di Claudio Viarengo aprono un confronto tra immagine, materia e proporzione.
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Architettura, Pattern e Abstract Minimalism sono tre punti di partenza: geometrie costruite, superfici ripetute, forme isolate. Il loro accostamento a materiali e arredi può creare continuità oppure una pausa. Il portfolio consente di valutare questo rapporto a partire dalle immagini, prima di definire la presenza fisica dell’opera.
Nel progetto di un interno, l’opera ha una propria voce. Può raccogliere l’attenzione lungo un asse prospettico, interrompere una sequenza o suggerire una lettura diversa di un materiale. Pensarla fin dalle prime fasi permette di osservare il rapporto tra vuoto e presenza, senza ridurla a un elemento da aggiungere alla fine. La fotografia entra così nella composizione dello spazio attraverso la sua immagine.
Le raccolte offrono un terreno di confronto per ambienti domestici, professionali e di accoglienza. Una superficie ripetuta può richiamare una trama costruttiva; un’architettura fotografata può aprire uno spazio dentro un altro spazio. Per orientare la ricerca sono utili una vista della parete, la luce prevalente e le distanze di osservazione. Da questi elementi può cominciare una conversazione concreta sulle opere.
Per un progetto, indica il contesto, le misure dello spazio e le fotografie di interesse. Formati e possibilità si concordano sull’opera specifica.
Dentro il lavoro
Claudio Viarengo
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